
La Trilogia dell’Altipiano di Mario Rigoni Stern è una raccolta di tre romanzi pubblicati tra il 1978 e il 1995: Storia di Tönle, L’Anno della Vittoria e Le Stagioni di Giacomo. Le tre storie possono essere lette indipendentemente l’una dall’altra, ma tutte insieme rappresentano una sorta di grande affresco storico, poetico e anche avventuroso dell’Altopiano di Asiago e delle persone che lo abitavano tra la fine dell’800 e la fine della Seconda Guerra Mondiale. [Read more…]
Henry David Thoreau: Walden, vita nel bosco
Nella rassegna da poco inaugurata dei Libri belli secondo me, non potevo non mettere questo altro grande classico, anche questo americano e anche questo del 1800: Walden, vita nel bosco di Henry David Thoureau.
Questa qui sopra è la mia edizione Universale Economica Feltrinelli del 2024. In realtà lessi per la prima volta questo libro molti anni fa, quando ero ancora un ragazzo, in un’edizione che al momento non so dove sia e che mi era stata regalata da Paolo Coppini.
In Italia è per lo più noto col titolo «Vita nei boschi», ma questa versione a cura di Salvatore Proietti, pubblicata per la prima volta nel 2005, l’ha ritradotto come «Vita nel bosco», che in effetti è il modo in cui comunemente si traduce in italiano l’espressione inglese «in the woods».
Questa edizione contiene una bella Prefazione dello stesso Proietti (fondamentale per contestualizzare il testo) e un’Introduzione di Wu Ming 2.
Walden di Thoreau è noto per almeno un paio di citazioni cinematografiche. La prima, in L’Attimo Fuggente di Peter Weir in cui i giovani protagonisti danno inizio alle sedute della Setta dei Poeti Estinti con la frase «Andai nei boschi perché volevo vivere con saggezza e profondità, succhiando tutto il midollo della vita», tratta proprio dal libro di Thoreau. Poi Walden compare tra le letture di Christopher McCandless nel film Into the Wild di Sean Penn (ed era effettivamente un testo amato dal vero McCandless). [Read more…]
Mark Twain: Le Avventure di Huckleberry Finn

Inauguro la rubrica dedicata ai Libri Belli con Le Avventure di Huckleberry Finn di Mark Twain (pseudonimo di Samuel Langhorne Clemens). È un classico intramontabile di cui mi sono innamorato da ragazzo e che poi ho riletto più volte da adulto, anche insieme ai miei figli.
Le prossime saranno recensioni più brevi, sul tipo di quelle che faccio per i Dischi Belli. Questa prima uscita si dilungherà appena un po’ perché è la prima e perché parla di un libro a cui sono particolarmente affezionato.
Questa qui sopra è la mia edizione Garzanti del 1992, con introduzione di Enzo Giachino e traduzione di Giovanni Baldi.
Descritto solitamente come romanzo picaresco, Le Avventure di Huckleberry Finn è il seguito di «Le Avventure di Tom Sawyer», che si concludeva con i due amici, Tom e Huck, che trovavano un grosso tesoro.
Racconta il viaggio di un ragazzino ignorante e felice di esserlo, che non sa adattarsi alla vita civile ed è smanioso di avventure, ma si trova stretto tra la ricca vedova che ha deciso di adottarlo e il padre alcolizzato e violento che tenta di appropriarsi delle sue ricchezze. Huckleberry finge la propria morte e scappa a bordo di una zattera lungo il fiume Mississippi.
Alla sua prima tappa incontra Jim, uno schiavo fuggiasco, la cui padrona è proprio la stessa ricca vedova che aveva adottato Huck. I due diventano amici inseparabili e vivono un turbine di peripezie. [Read more…]
I finti fan, le canzoni virali e la normalizzazione della finzione.
I finti fan esistono, lo abbiamo sempre sospettato e ora ne abbiamo la certezza. E così eccomi di nuovo qua a parlare di finzione online.
E stavolta non si tratta della nicchia degli appassionati di Chitarra, ma del mercato musicale grosso, quello delle mega-hit e delle megastar. Ora possiamo affermare con certezza quello che fino a poche settimane fa suonava come una paranoia complottista per musicisti frustarti: la musica che va virale (se non tutta, quasi) è frutto di orchestrazioni progettate a tavolino da agenzie specializzate.
E no, non è una faccenda di intelligenza artificiale, si tratta di aziende che usano veri telefoni, con vere schede sim, coi quali creano account sui social media che postano, condividono e commentano contenuti musicali in massa.

Riassumiamo la storia dal principio per chi si l’è persa: e sono parecchie le persone che se la sono persa, stando alla scarsa risonanza che hanno avuto articoli e video che ne hanno parlato.
Cosa è successo, dall’inizio
Il 25 Marzo 2026 è uscita una puntata del podcast «On the Record», pubblicato dalla famosa rivista Bilboard, con un’intervista di quasi mezz’ora a due tizi poco noti, Jesse Coren e Andrew Spelman, fondatori di un’agenzia che si chiama Chaotic Good Project. Coren e Spelman hanno raccontato cosa fanno di lavoro. [Read more…]
Gwenifer Raymond – Last Night I Heard the Dog Star Bark

Avevo già gustato il precedente lavoro di Gwenifer Raymond («Strange Light On Garth Mountain») e ora ho pensato di inserire questo album uscito nel settembre del 2025 tra i Dischi Belli.
La Raymond è una chitarrista scozzese di nascita, cresciuta nel sud del Galles e che ora vive a Brighton (estremo sud del Regno Unito).
Suona la chitarra acustica in fingerstyle con un approccio fortemente ispirato al primitivismo americano; infatti cita fra le sue principali influenze John Fahey, ma anche bluesman come Mississipi John Hurt.
In realtà il suo mondo musicale è decisamente più complesso di come potrebbe sembrare a un ascolto distratto: nelle atmosfere oscure e intricate che crea c’è tanto rock e tantissimo dark country. I titoli sollecitano viaggi in ambientazioni strambe e oscure, fortemente ispirate dalla narrativa di genere, horror, weird, fantascienza (cosa sarà mai la strana luce sulla montagna…? E i suonatori di Banjo di Aleph Uno…?). [Read more…]
Stimolare la Curiosità
Stimolare la curiosità negli altri e in se stessi può essere parte del processo creativo di musicisti e scrittori. E la cosa ha insospettabili basi scientifiche. Ne parlo in questo video, ispirato dalla lettura di un libro sugli alberi.
Il video è parte della serie dedicata alla Creatività, che si può vedere per intero qui ☞Creatività – Capirla e stimolarla
L’idea è nata da un passaggio del libro di Tristan Gooley «Leggere gli Alberi», in cui cita il lavoro del professore di economia e psicologia George Loewenstein e la sua teoria del «vuoto di conoscenza».
L’idea di base è che la curiosità nasce quando si hanno alcune informazioni circa un contesto dato: la mente cerca istintivamente di colmare i vuoti di conoscenza. Da qui si capisce che per stimolare la curiosità è sufficiente fornire un set di informazioni incomplete alla mente, cosicché questa sia automaticamente stimolata a cercare quelle mancanti.
In fondo non è quello che fa un giallista nei suoi romanzi? Il lettore è spinto a colmare i «vuoti di conoscenza» assieme al protagonista investigatore.
Ma poi mi è venuto in mente che stimolare la curiosità in un contesto artistico o comunque creativo è una sorta di medaglia con due facce: lo si può fare nei confronti del pubblico che fruisce dell’opera finale (come gli autori di romanzi polizieschi); ma lo può fare anche il creativo nei confronti di se stesso. Per esempio quando è in crisi e non sa come proseguire nella scrittura di un brano musicale o di un racconto.
Questo può essere meno intuitivo. Perché se sono io l’autore dell’opera, il contesto da cui prendere le informazioni non esiste, perché non l’ho ancora inventato o comunque è ancora incompleto. Come si può stimolare la curiosità nei confronti di qualcosa che non esiste ancora?
E qui entra in gioco la teoria della creazione come «scoperta», secondo cui nessun autore inventa davvero niente, ma in realtà «scopre» l’opera.
Angine de Poitrine – Vol. II
Di solito non frequento gli argomenti di tendenza, ma questo album non potevo non segnalarlo. Nella rubrica Dischi Belli devo per forza inserire «Vol. II» degli Angine de Poitrine, che chiaramente è un secondo album, che è autoprodotto (invece il primo era uscito per un’etichetta indipendente) e che è imperdibile come poche cose uscite negli ultimi anni.
Gli Angine de Poitrine sono un duo di ragazzi quebecchesi, che suonano insieme da quando avevano tredici anni e si esibiscono con grosse maschere di cartapesta e pseudonimi che li fanno apparire come due strambi alieni a pois. Sono Khn de Poitrine, che suona una chitarra-basso a doppio manico con intervalli microtonali (costruita apposta per lui da un liutaio canadese) e Klek de Poitrine, batterista.
Sono sulla bocca di tutti perché «Vol. II» è uscito esattamente nel momento giusto, mentre la band era sulla cresta dell’onda per alcuni video di loro esibizioni andati virali e per il notevole endorsement da parte di Dave Ghrol. Come succede sempre quando qualcosa va virale, è scattata la gara a parlare di loro il prima possibile. Poi chiaramente c’è pure chi si sente obbligato a criticare per posizionamento da bastian contrario. [Read more…]
Momoko Gill – Momoko
Per la rubrica Dischi Belli, «Momoko», album di debutto di Momoko Gill, cantante, batterista e produttrice autodidatta che vive e lavora a Londra, ma è cresciuta tra Giappone e U.S.A.
Si è fatta le ossa collaborando con vari musicisti della nuova scena jazz inglese, prima di dedicarsi a questo eclettico esordio, che varia dal jazz più classico a sonorità trip hop anni ’90 (quanto ci sento i miei amati Portishead in certi brani). Momoko Gill è perfettamente a suo agio sia nei brani d’insieme che nelle produzioni solitarie e più introspettive.
Le tracce sono tutte davvero notevoli, ma inevitabilmente spicca «When Palestine is Free», per il quale Momoko ha coinvolto un coro di 50 persone e vari artisti coi quali ha collaborato in passato.
Per Ascoltare o acquistare:
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Tutorial di Highway to Hell degli AC/DC
Qui c’è il mio Tutorial di Highway to Hell degli AC/DC, completo di Tab e con una analisi nota per nota dell’assolo di chitarra.
Si tratta di un video bloccato da YouTube per violazione del copyright, una faccenda abbastanza assurda, considerando che il tubo è pieno di video con questa canzone. Comunque, al momento sono riuscito a farlo sbloccare aprendo una procedura di contestazione.
Speriamo vada a buon fine.
Il video è il secondo di una serie inaugurata da poco, dedicata alla chitarra rock, in cui andiamo a cercare di capire come funziona questo linguaggio musicale e di coglierne gli stilemi tipici, in compagnia della mia Pala da Pizza.
A casa mia Highway to Hell è nota come «la canzone delle galline con le spine», perché quando mia figlia l’ha sentita per la prima volta, da piccola, ha interpretato così i versi che dicono «Like a wheel/Gonna spin it».
Il tutorial di Highway to Hell
Per gli Iscritti al Blog è disponibile la Tab completa in formato Pdf stampabile e Gp (per chi usa Guitar Pro).
In questo tutorial di Highway to Hell ci soffermiamo in particolare sull’analisi dell’assolo di chitarra.
Il riff e l’accompagnamento si basano su accordi in prima posizione, piuttosto semplici. Nella parte finale ci sono dei lick che si alternano alla voce (la classica forma di «call and response» tra voce e chitarra di derivazione blues), che però non sono particolarmente interessanti.
Invece l’assolo, anche se è breve (otto battute), è un concentrato di stilemi rock-blues ma anche di piccole finezze esecutive che lo rendono un vero «corso super concentrato di chitarra rock».
Come scaricare la tab
Per scaricare la Tab del mio tutorial di Highway to Hell bisogna essere iscritti.
Se hai già una iscrizione attiva devi fare login.
Nella pagina delle mie lezioni di Chitarra c’è il corso Tutorial di Chitarra Rock. Lì trovi i tutorial prodotti fino a ora con i relativi file da scaricare.
Gryphon Live – A Sonic Tonic
Ho recuperato un album live della storica band dei Gryphon uscito nel 2024, quando i membri storici si sono riuniti per una serie di concerti. Per chi non li conosce, i Gryphon sono stati una band di progressive rock degli anni ‘70 con fortissime influenze di musica medievale e folklore inglese.
La band aveva raggiunto un buon successo, per via delle composizioni originalissime e del virtuosismo dei suoi membri, tutti o quasi provenienti da studi accademici, in particolare del flautista Richard Harvey. Purtroppo si sciolse solo cinque anni dopo la pubblicazione del primo album.
Fece comunque in tempo a pubblicare ben 5 album in studio e a lasciare un’impronta indelebile nella storia del prog rock inglese.
In questo «tonico sonico» i Gryphon mostrano di essere ancora in gambissima, portando dal vivo la loro musica complessa ma mai noiosa, fatta quasi tutta di strumenti acustici, suonati per davvero, con perizia tecnica reale, davanti a un pubblico in carne e ossa.
Per ascoltare l’album:
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Video bloccato da YouTube
Ho avuto un video bloccato da YouTube per contenuti protetti da copyright, ma sono riuscito a farlo sbloccare. Ecco cosa ho scoperto.
Prima vi racconto cosa è successo e poi magari commentiamo la faccenda, che ha risvolti davvero curiosi.

Cosa è successo
Il video bloccato da YouTube è parte di una serie dedicata ai tutorial di chitarra rock. E c’è un’esecuzione completa di «Highway to Hell» degli AC/DC. Non ho usato una base fatta al computer, ho suonato direttamente sopra l’incisione originale. L’esecuzione mostra in sovrimpressione l’intavolatura della parte per chitarra.
Appena ho caricato il video, immediatamente, mi è comparsa questa scritta
Visibilità:
Il video non può essere visto.
E contemporaneamente ho ricevuto un’email da YouTube che dice quanto segue.
«Sono stati rilevati contenuti protetti da copyright nel tuo video “Highway to Hell – Tutorial Completo con Tab”. Di conseguenza, il tuo video è stato bloccato e non può più essere riprodotto su YouTube. Questo provvedimento non rappresenta un avvertimento sul copyright e non incide sul tuo canale.
Highway to Hell – AC/DC
Proprietari dei contenuti: SME
Tipo di contenuto: Audio
Effetti sul video: Bloccato a livello globale».
MI viene spiegato che l’unica cosa che posso fare è provare a contattare i titolari del copyright per chiedere loro di rivedere la decisione. [Read more…]
Blog consigliati
I Blog consigliati da me, in ordine alfabetico: blog belli, non per forza famosi, quelli che seguo io, che mi piacciono e leggo per davvero. La maggior parte sono in italiano, ma non tutti.
La pagina è in aggiornamento costante, dunque la prossima volta potresti trovarci qualche link in più.
Oltre all’elenco dei blog consigliati, scorrendo sotto☟ trovi una spiegazione del perché di questo articolo.
Buona lettura.
Blog consigliati
☞Associazionne Italiana Studi Tolkieniani
Il sito dell’AIST, la cui homepage è di fatto un blog. Pubblica tutte le news che riguardano le opere di Tolkien e il relativo fandom, ma anche studi originali di alto livello. Imperdibile per gli appassionati di fantasy e dell’opera del professore.
☞Blublu (multilingue)
Il sito del famoso street artist italiano Blu. Sbircio più o meno regolarmente le sue strabilianti produzioni da tanti anni. La sezione «news» del suo sito è un blog dove presenta gli ultimi lavori. Se vi affascina la street art, è imperdibile.
☞Carmilla Online
Un blog che è una rivista online, fondata dal compianto Valerio Evangelisti, un vero pezzo di storia del web italiano.
Per chi non la conosce, Carmilla parla di fantascienza, fantastico, letteratura di genere, politica e tutto ciò che in qualche modo interseca questi temi. Il suo claim è: letteratura, immaginario e cultura d’opposizione.
☞Cuco
Blog di nascita recente, ma interessantissimo. Ha pubblicato una serie di articoli a proposito di internet, dei social network e della dipendenza dalla tecnologia, approfonditi e zeppi di spunti di riflessione. Consigliato a tutti.
☞Franciscu Pala
Franciscu è un amico dai tempi del liceo. Si occupa da una vita di indipendentismo e di popoli senza stato, fu lui a introdurmi a queste tematiche e ha alle spalle tanti anni di attivismo. Il suo Blog è una finestra su un mondo di cui si parla poco e che invece illumina la realtà.
☞Giap – il Blog di Wu Ming
Tra i blog consigliati non potevo non inserire quest’altro pezzo di storia del web italiano. Il blog del collettivo di scrittori Wu Ming, oltre al diario/bollettino delle attività degli autori, ospita articoli di approfondimento su temi sociali, storici, ambientali. La sua ricchezza sta nel fatto di essere punto di riferimento di persone e collettivi in grado di produrre materiale di altissima qualità, che viene poi puntualmente pubblicato sulle pagine del Blog.
☞Lipperatura
Il Blog di Loredana Lipperini. Parla di ciò che ruota attorno ai libri e al mondo dell’editoria in generale, specie dal lato sociale. Aggiornato con molta assiduità, spesso tra le righe lascia piccole perle che fanno riflettere.
☞Mariano Tomatis
Tomatis è un illusionista, scrittore e storico della magia. Lo seguo da anni, anche su altri canali, perché il suo modo di raccontare queste discipline è sempre ricco di spunti, collegamenti con l’arte, la politica, la narrativa.
☞Mark Rogers Art (in inglese)
Non ricordo come ho scoperto Mark Rogers, un artista americano dell’Oregon, ma da alcuni anni vado periodicamente a sbirciare le sue bizzarre, buffe e al tempo stesso inquietanti pitture a olio e illustrazioni, che presenta nella sezione blog del suo sito. Per appassionati di fantastico e weird.
☞Capit Mundi? – Paolo Palmacci
Agitatore anarchico e punk rocker, usa il web per fare arte spiazzante, con finte recensioni di dischi e articoli sullo stato di avanzamento di bonifica delle paludi mentali. Lavora da tempo a un progetto tanto assurdo quanto affascinante, una mappatura online di tutte le fanzine italiane degli anni ’80, (con i pdf scaricabili!).
☞Puck dei Boschi
Blog puro al 100%, diario online di una persona che vive la montagna e racconta il suo girovagare nei boschi, le tecniche di intaglio del legno, le piante che raccoglie e il suo attivismo per la natura, gli animali e l’ambiente selvatico. Lo adoro.
☞Vanessa Roghi
La Roghi, che è una scrittrice, usa il suo blog per rilanciare e quindi dare più visibilità a materiale pubblicato altrove. Lo scoprii al tempo in cui facevo ricerche su Gianni Rodari (lei ha scritto due libri, se non erro, sul maestro di Omegna); da allora il suo indirizzo è fisso tra i miei preferiti e ogni tanto ci faccio un salto per vedere se c’è qualcosa di nuovo.
☞Zen Habits (in inglese)
Il famoso blog di Leo Babauta su mindfulness, meditazione, eccetera. Non amo i «maestri» e i percorsi di crescita personale non fanno per me; però mi piace lo stile di Babauta e nei suoi articoli trovo spesso interessanti spunti di riflessione.
Scrivere in HTML
All’inizio degli anni 2000 (credo fosse il 2002) acquistai un libro che ora non ho più e di cui non ricordo il titolo preciso, ma era una cosa come «Html in una settimana». Per chi è a digiuno: l’html è il linguaggio di programmazione su cui è basata internet. Acquistai quel manuale nonostante la promessa suonasse irrealizzabile: insegnare a me roba di informatica. [Read more…]
Essere creativi grazie a Gianni Rodari
Da qualche mese ho intrapreso un piccolo sentiero di ricerca sul tema della creatività: per capirla, sbloccarla, eccitarla, seguirla in viaggi di cui si conosce l’inizio ma non la fine. Fin da quando m’è balenata l’idea di fare una serie di video sull’argomento, ho saputo che avrei dedicato molte attenzioni alla Grammatica della Fantasia di Gianni Rodari.
Perché quando qualche anno fa ho letto per la prima volta il testo del 1973, ho pensato che tutte le tecniche che il maestro di Omegna usava per inventare storie si possono applicare con altrettanta efficacia all’invenzione musicale.
In questo video provo a sperimentare la prima tecnica esposta nella Grammatica, quella del Sasso nello Stagno.
Tutti i video sulla Creatività pubblicati fino a oggi si trovano qui☞Creatività: capirla e stimolarla
Da cosa è tratto Stranger Things?
Da cosa è tratto Stranger Things? Da una storia vera? Da teorie del complotto? È scopiazzato da vecchi film? È un collage di citazioni?
La scrittura della celebre serie prodotta da Netfilx è un insieme di fonti di ispirazione molto diverse tra loro, ma tutte rintracciabili perché piuttosto evidenti, perché dichiarate dagli stessi autori o perché mostrate all’interno della stessa serie.
Parti della trama derivano da fatti realmente accaduti e deformati dalla fantasia popolare. Altre sono prese in prestito da leggende metropolitane. Altre ancora da film, romanzi e fumetti di successo degli anni ’80 (ma non solo), che a volte sono anche mostrati sullo schermo in forma di locandine, copertine di libri, giocattoli o immagini iconiche.
Apparentemente è un colorato minestrone di citazioni, tenute insieme da massicce dosi di suspence e cliffhanger che incollano gli spettatori allo schermo, puntata dopo puntata. Ma è anche un congegno che sfrutta meccanismi dall’efficacia certa, progettato per una piattaforma di intrattenimento di massa che vuole ridurre al minimo i rischi pur tenendo alto lo stupore del pubblico.
Prima di proseguire
Questo articolo è il seguito di un altro, scritto alcuni fa, dal titolo Stranger Things è femminista?. Consiglio di partire da lì. Ad ogni modo, in quel primo pezzo avevo già mostrato alcune delle fonti di ispirazione più evidenti di Stranger Things: Carrie, It, E.T., i Goonies. In realtà c’è molto altro.
Nel primo articolo ci siamo concentrati sui personaggi e soprattutto sul modo in cui interagiscono tra loro. Questa volta ci soffermiamo sulla scrittura della trama.
Nella costruzione dei personaggi e delle loro relazioni abbiamo riconosciuto un lavoro di recupero di tematiche nate negli anni ’80 e amplificate fino a inglobare le più avanzate teorie femministe.
Purtroppo la trama, al contrario, non ha nulla di così avventuroso: sembra essere tutta strutturata attorno a nuclei di altre narrazioni. Che non sono ricontestualizzati per dar vita a punti di vista originali.
Chiedersi da cosa è tratto Stranger Things è anche un modo per parlare di come è stato scritto. E potrebbe essere utile a farci capire in che direzione si sta muovendo l’industria dell’intrattenimento.
Rosalia – Lux
Non seguo la musica pop e mainstream da anni, dunque non avevo idea di chi fosse Rosalia. Dopo essere inciampato nell’ennesimo articolo in cui si lodava il suo ultimo disco come un capolavoro epocale, ho deciso di darle una possibilità. Non me ne sono pentito.
Questa cantante catalana ha fatto qualcosa di veramente coraggioso, bizzarro e ambizioso: ha lavorato per due anni e mezzo a un disco non pop, arrangiando tutte le canzoni con un’orchestra sinfonica, usando 14 lingue diverse.
La follia di questo progetto mi ha fatto subito pensare a Björk, e guarda un po’? In un brano compare anche la mia musa islandese.
Ora, «Lux» di Rosalia mi è piaciuto tantissimo? Mi è piaciuto molto, ma non è qualcosa che mi travolge in modo viscerale. Lo consiglio? Assolutamente sì, merita tutta l’attenzione che sta ricevendo. E speriamo che valga da stimolo per altri giovani cantanti famosi (e per chi lei produce) a osare di più.
Per ascoltare l’album:
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God Rest Ye Merry Gentlemen
God Rest Ye Merry, Gentlemen è un antica carola natalizia, scritta da un anonimo autore inglese a cavallo tra il 1400 e il 1500. Da noi è poco nota, ma nei paesi anglosassoni è molto famosa, tanto da essere stata incisa da musicisti pop di fama mondiale come Annie Lennox, Simon & Gurfunkle e i Jethro Tull. Ne esistono varie versioni Heavy Metal.
Questa è la mia interpretazione strumentale per Chitarra Fingerstyle, che pesca un po’ dal folk, un po’ dalla tradizione classica, molto dalle mie fantasticherie.
Metto a disposizione di tutti gli iscritti al mio Blog lo Spartito con l’Intavolatura, in formato Pdf stampabile e Gp.
Comunque nel video di spiegazione eseguo il brano con l’intavolatura in sovrimpressione, dunque volendo si può fare tutto da lì.
I brani natalizi che ho pubblicato fino a ora, accompagnati dagli Spartiti con Intavolatura in formato Pdf stampabile e disponibili per tutti gli Iscritti Gratuiti al mio Blog, stanno qui ☞Brani Natalizi per Chitarra Fingestyle.
Spero di aver fatto cosa utile a qualcuno.
Tutorial di Born to Be Wild degli Steppenwolf
Qui c’è il mio Tutorial di Born to Be Wild degli Steppenwolf, completo di Tab e con una analisi nota per nota del riff e di alcuni lick.
Il video è il primo di una serie dedicata alla chitarra rock, in cui andiamo a cercare di capire come funziona questo linguaggio musicale e di coglierne gli stilemi tipici, in compagnia della Pala da Pizza, la mia vecchia chitarra elettrica, una Yamaha della serie «Pacifica» dal passato lungo ma misterioso.
Born to be Wild è un brano a cui sono affezionato, perché è uno dei primissimi brani di «rock classico» che ho mai sentito, la canticchio da sempre., una sorta di presenza fissa da quando ero bambino. Non potevo non partire da questo, per inaugurare una serie dedicata al Rock.
L’idea è quella di arrivare a capire il linguaggio musicale tipico del rock classico, quello di matrice blues che si è venuto a formare tra gli anni ’60 e ’70.
In questi tutorial analizzeremo anche brani dei decenni successivi, ma sempre ricollegabili al mondo del «rock and roll», del «rock-blues» e dell’«hard rock», insomma a quell’universo musicale che più porta impresso il marchio del ruoooock 🤟 nel nostro immaginario.
Il tutorial di Born ti Be Wild
Per gli Iscritti al Blog è disponibile la Tab completa in formato Pdf stampabile e Gp (per chi usa Guitar Pro).
In questo tutorial di Born to Be Wild ci soffermiamo in particolare sull’analisi del riff e dei lick in stile rock blues che accompagnano la voce prima del ritornello nella tipica forma call and response.
Come scaricare la tab
Per scaricare la Tab del mio tutorial di Born to Be Wild bisogna essere iscritti.
Se hai già una iscrizione attiva devi fare login.
Nella pagina delle mie lezioni di Chitarra c’è il corso Tutorial di Chitarra Rock. Lì trovi i tutorial prodotti fino a ora con i relativi file da scaricare.
Cavolo Nero – Savanna
I Cavolo Nero (che prendono il nome italiano dalla brassicacea perché, dicono, è usata spesso nella cucina toscana, che evidentemente gradiscono), sono una band dei Paesi Bassi, di ben sei elementi (basso e batteria, due chitarre, sintetizzatore e percussioni). Non si trovano molte informazioni su di loro, al punto che non ho capito di dove sono: su qualche sito dice che vengono da Amsterdam, su qualche altro da Utrecht.
Comunque suonano una musica psichedelica quasi sempre strumentale, che mescola rock degli anni ’70, desert blues, ritmi africani e disco music, creando un sound che suona al tempo stesso familiare eppure originalissimo.
Nonostante la loro carriera sia ancora breve, la loro discografia è già piuttosto confusionaria, piena di singoli e EP che ripropongono spesso gli stessi brani. Questa uscita dal titolo «Savanna» contiene molti dei loro pezzi più recenti.
Per ascoltarli o acquistare i loro album:
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☞ YouTube
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Indietro Così di Antonio Morabito
Vi consiglio un film, Indietro Così di Antonio Morabito, pellicola non-fiction presentata alla mostra di Venezia, che vi aprirà il cervello. 
Ho potuto vedere il film a una rassegna al Cinema Farnese di Roma, non so dove sarà distribuito, dovete mettere in moto le manine e cercare. So che a ottobre 2025 dovrebbe essere in programmazione al Nuovo Sacher (sempre a Roma), ma non so quando.
Il regista Antonio Morabito è noto soprattutto come autore del lungometraggio Rimetti a noi i nostri debiti (con Marco Giallini e Claudio Santamaria), che fece parlare perché fu il primo film italiano a essere distribuito da Netflix, senza passare per le sale cinematografiche.
Al centro del film (diciamo nel ruolo di «protagonista», se si può dire per una pellicola di questo genere) c’è Stefano Romani.
Chi mi segue da tempo ha già incrociato il nome di Stefano, anche se magari non se lo ricorda. È il regista del documentario Romanina Blues, dedicato al cantautore Paolo Coppini, col quale ho collaborato per quasi dieci anni, fino alla sua scomparsa nel 2008. [Read more…]
Rosa Brunello – Senseless Acts of Love
Rosa Brunello è una contrabassista/bassista jazz e band leader italiana, che ha lavorato con prestigiosi nomi internazionali. Il suo ultimo album è uscito nel 2024, si intitola «Senseless Acts of Love» ed è un disco di jazz meno classico dei precedenti, ricco di elettronica e sonorità dub.
Con talento di grande compositrice orchestra brani suggestivi, ipnotici, in cui il suo basso abbandona l’improvvisazione e si ancora su riff ostinati, sopra i quali gli altri strumenti intessono trame e arabeschi.
Puoi ascoltare o acquistare l’album su
Oppure puoi ascoltarlo su:
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