☜Indice dei Racconti della Foresta d’Oro
A questo punto del Racconto, dobbiamo fare un salto. Il motivo è che da qui in poi accadono alcune cose che, ahinoi, rimangono piuttosto oscure e ci è impossibile proseguire la narrazione in modo lineare, come abbiamo cercato di fare finora. E la maniera forse più onesta di andare avanti è raccontare come siamo venuti a conoscenza dei fatti.
Tutto è cominciato in un fine settimana di aprile, nel quale io e la mia famiglia siamo stati in gita al Parco Naturale della Foresta d’Oro, qui vicino Roma. Il Centro Informazioni del Parco si trova in mezzo alla Valle, seguendo l’unica strada che la attraversa. Sta all’interno di una vecchia casetta di pietra. Sull’architrave della porta d’ingresso c’è una scritta enigmatica:
«Rubata dai nemici, Divorata dal fuoco, Ricostruita dagli amici»
Ci arrivammo la mattina di sabato e c’erano due uomini dietro il bancone di legno. Chiedemmo una carta dei sentieri del Parco e uno dei due ci rispose che dovevamo attendere qualche minuto, che bisognava prenderne uno scatolone nuovo in magazzino.
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Bello ! Sei riuscito a trovare il filo giusto per la conclusione e tutto è tornato a posto anche se con grande fatica e sacrificio per tutti!
Speriamo vada così anche nel mondo reale!
Grazie!
Incredibilmente bello. Bravo. Il mistero e il fascino di una antica legenda accompagnano questa lettura e a chi legge sembra di essere seduto anche lui a quel tavolino, in quella locanda, perdendosi in quel racconto nostalgico e fantasioso. Grazie per questa emozione.
Ma grazie!
Complimenti per tutto il racconto sempre molto coinvolgente e ricco di pathos, ma la conclusione è sorprendente rientra tutto in uno schema, mi piace, bellissimo, bravo!!!!
Grazie di cuore, Titti!
Caro Luca, mi è piaciuta molto la tua storia e il modo in cui l’hai scritta. Durante questi momenti difficili per tutti, non importa in quale parte del mondo ci troviamo, la tua storia dimostra che possiamo superare le difficoltà. Grazie! Odette – Toronto, ottobre 27, 2020
Grazie mille Odette,
sono molto contento che tu l’abbia letta e apprezzata!
Stupendo , mi ha fatto immaginare un mondo difficile con raggi di sole ed un finale con una grande morale.
Grazie per queste belle parole, Massimo!
.. e se devo crepà, tanto vale provacce …
Sembra una frase banale, ma penso sia una delle cose più profonde di questo bellissimo racconto.
Sempre vale la pena provarci! Daje!
Un abbraccio e grazie,
Riccardo
Ma grazie a te per queste belle parole, Riccardo!
Grazie Luca! Questa storia mi ha ispirato tantissimo! Ti tiene col fiato sospeso fino all’ultimo!
Leggerla in un momento come questo, soprattutto usare il tema della “tosse”, per chi legge port a il pensiero al Covid 19 e anche per questo ti ringrazio!
Grazie infinite a te, Marco.
Il «Canto» è stato scritto proprio nel 2020.
Bravo, Luca. Ho scoperto il tuo blog solo di recente. Ho letto un po’ per volta tutti i tuoi racconti fantastici e romanzi brevi e devo dire che mi hanno colpito. Man mano che andavo avanti nella lettura non riuscivo a smettere e non vedevo l’ora di scoprire come andava a finire. Togliendo l’ambientazione nostrana e la parlata dialettale, su cui confesso che inizialmente provavo un certo scetticismo, avrebbero potuto essere dei magnifici racconti/romanzi fantasy scritti da un ottimo autore d’oltreoceano. E non lo dico per sminuire il contesto, validissimo, ma perché mi piace il tuo modo di scrivere – semplice, ma curato nei dettagli – e coinvolgere il lettore tenendo alta la tensione. Visto che il tuo intento è narrare vicende ispirate alla tradizione italiana, secondo me sei riuscito nell’impresa come meglio non avresti potuto, perché le tue storie fantastiche sono davvero… fantastiche! Complimenti.
Stefano ti ringrazio davvero per queste splendide parole. Significano molto, soprattutto perché vengono da un estimatore della letteratura di genere.
Mentirei dicendo che c’è una qualche intenzionalità, un progetto o un’ideologia dietro ambientazioni e dialoghi: la verità è queste storie pretendono di essere raccontate in questo modo e in nessun altro e io sono solo il loro meschino esecutore.
Letto tutto d’un fiato come non facevo da anni,coinvolgente! Ti viene voglia di leggere subito il titolo che segue per capire come va a finire. Grazie per avermi ridato la voglia di leggere.
Grazie di cuore, Katia!
Davvero suggestivo coinvolgente, ricco di pathos e suspence… Si legge d’un fiato! Ma, come sempre nei tuoi racconti, la bellezza dell’arte esprime e comunica contenuti che sono nel cuore di tanti e che arrivano dritti ed efficaci al cuore di tutti. Bellezza che non ti lascia com’eri e ti stimola ad agire per costruire un mondo giusto. Grazie Luca!
Grazie veramente di cuore, Dan.
Ci sono pochi racconti veramente belli , che ti scatenano una voglia di leggere compulsiva e di arrivare alla fine .Ma una volta finito il racconto ti resta un misto di piacere e dispiacere ,e una voglia di ricominciare il tutto.
Non ho mai scritto commenti o mi sono complimentato con l’autore ,ma questa volta ho sentito la necessità di farlo forse perché mi ha fatto tornare il bambino che leggeva le fiabe tipo Hansel e Gretel ma con la consapevolezza di essere immerso in un presente di ricchezze esagerate e povertà da fame . GRAZIE
Grazie Paolo,
sono parole davvero molto belle.
Ho letto il racconto tutto di fila, non riuscivo a smettere. Bravissimo
Grazie mille, Tiziana!