
Non seguo la musica pop e mainstream da anni, dunque non avevo idea di chi fosse Rosalia. Dopo essere inciampato nell’ennesimo articolo in cui si lodava il suo ultimo disco come un capolavoro epocale, ho deciso di darle una possibilità. Non me ne sono pentito.
Questa cantante catalana ha fatto qualcosa di veramente coraggioso, bizzarro e ambizioso: ha lavorato per due anni e mezzo a un disco non pop, arrangiando tutte le canzoni con un’orchestra sinfonica, usando 14 lingue diverse.
La follia di questo progetto mi ha fatto subito pensare a Björk, e guarda un po’? In un brano compare anche la mia musa islandese.
Ora, «Lux» di Rosalia mi è piaciuto tantissimo? Mi è piaciuto molto, ma non è qualcosa che mi travolge in modo viscerale. Lo consiglio? Assolutamente sì, merita tutta l’attenzione che sta ricevendo. E speriamo che valga da stimolo per altri giovani cantanti famosi (e per chi lei produce) a osare di più.
Per ascoltare l’album:
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