Ho avuto un video bloccato da YouTube perché sono stati rilevati contenuti protetti da copyright.
Qui di seguito riporto cosa è successo, poi spiego come la penso a riguardo.

Cosa è successo
Il video bloccato da YouTube è parte di una serie dedicata ai tutorial di chitarra rock. E c’è un’esecuzione completa di «Highway to Hell» degli AC/DC. Non ho usato una base fatta al computer, ho suonato direttamente sopra l’incisione originale. L’esecuzione mostra in sovrimpressione l’intavolatura della parte per chitarra.
Appena ho caricato il video mi è comparsa questa scritta
Visibilità:
Il video non può essere visto.
E immediatamente ho ricevuto un’email da YouTube che dice quanto segue.
«Sono stati rilevati contenuti protetti da copyright nel tuo video “Highway to Hell – Tutorial Completo con Tab”. Di conseguenza, il tuo video è stato bloccato e non può più essere riprodotto su YouTube. Questo provvedimento non rappresenta un avvertimento sul copyright e non incide sul tuo canale.
Highway to Hell – AC/DC
Proprietari dei contenuti: SME
Tipo di contenuto: Audio
Effetti sul video: Bloccato a livello globale».
Posso solo provare a contattare i titolari del copyright per chiedere loro di rivedere la decisione.
Ho aperto una contestazione per chiedere di rimuovere il blocco, tramite il seguente messaggio:
«Ho suonato la parte di chitarra sopra la registrazione originale al solo scopo di mostrare come eseguirla. Il video dura oltre 28 minuti, in cui spiego l’origine del brano, parlo della storia della band e spiego dettagliatamente come eseguire l’assolo di chitarra. È un video puramente didattico.
Fa parte di una serie di video a cui sto lavorando per diffondere la cultura della chitarra rock attraverso lo studio di alcuni brani iconici e soprattutto degli assolo di chitarra.
Dietro la produzione di questo video ci sono molti giorni di lavoro, lo studio, l’analisi dell’assolo, il montaggio.
Su YouTube sono presenti molti video con l’audio originale della stessa canzone, non pubblicati dal canale ufficiale della band. Video pubblicati al solo scopo di far ascoltare il brano aggirando i canali ufficiali.
Perché invece il mio video didattico deve essere bloccato?
Vi prego di rivedere la decisione e di rendere il video fruibile agli appassionati studenti italiani di chitarra rock».
Ho ricevuto il messaggio che ho screenshottato:

e poi un’email che dice:
«SME ha massimo 30 giorni di tempo per esaminare i dati che hai fornito e intervenire.
Se SME accetta la tua contestazione, può scegliere di ritirare la rivendicazione in qualsiasi momento. Se non la accetta, può decidere di confermare la rivendicazione, che rimarrà attiva sul tuo video. Scopri di più sulle contestazioni».
Cosa ne penso
Dietro la produzione di materiale come il mio video bloccato da YouTube c’è una montagna di lavoro.
Devo studiare il brano, innanzitutto, in modo da riuscire a eseguirlo tutto difilato, più o meno come si deve. Perché i miei video non prevedono stacchi né tantomeno esecuzioni in playback o altri trucchi di montaggio, sono tutti registrati in presa diretta.
Devo preparare una spiegazione del brano: essendo un video didattico, devo contestualizzarlo e saper illustrare i vari passaggi, almeno quelli più meritevoli di attenzione.
Devo montarlo. Chi mi segue lo sa: in tutti i miei video faccio comparire in sovrimpressione scritte, diagrammi degli accordi, intavolature. Le intavolature, poi, devono scorrere in sincrono con l’esecuzione, altrimenti chi vuole studiare il brano non ci capisce niente.
Per fare tutta questa roba ci vogliono molti giorni di lavoro.
Teoricamente questo tipo di video non potrebbe mai essere pubblicato.
Se chi produce video didattici come me sapesse che su YouTube è vietato usare materiale coperto da copyright, non si cimenterebbe mai in una roba del genere.
Ma non è così.
La maggior parte delle volte i video che contengono materiale protetto da diritto d’autore vengono accettati, anche se quasi sempre con restrizioni sulla monetizzazione. Cioè, il video viene pubblicato ma non è possibile guadagnarci tramite le inserzioni pubblicitarie, oppure i guadagni vengono spartiti con i titolari dei diritti d’autore.
Però a volte, solo a volte, il video viene bloccato.
Teniamo presente che non esiste un elenco di quali sono i brani che possono essere riprodotti senza incorrere in un blocco.
Non solo: «Highway to Hell», cioè lo stesso brano che a me è valso un video bloccato da YouTube, è presente in svariati altri video pubblicati da canali che non sono quello ufficiale degli AC/DC. Si tratta di video pubblicati al solo scopo di far ascoltare il brano, quindi per aggirare i canali ufficiali dei proprietari del copyright (gli autori e l’etichetta).

Che senso ha dunque bloccare un video come il mio che non può sostituirsi a quello del canale ufficiale ed è prodotto a scopo didattico? Chi vuole ascoltare «Highway to Hell» degli AC/DC non guarda certo il mio video, in cui c’é la mia chitarra che sovrasta quella originale di Angus Young!
È tutto completamente nebuloso ed è un problema che va avanti da anni. Chi produce video che parlano di musica, che siano di divulgazione, critica o didattica, non sa cosa può essere pubblicato e cosa no.
Non è una questione di soldi
Pubblicando video per il pubblico di lingua italiana nella nicchia della didattica per chitarra, non ho nessuna ambizione di guadagnare soldi tramite le inserzioni pubblicatrarie. Neanche i chitarristi youtuber italiani di maggior successo potrebbero sperare di arrivare a tanto, perché il mercato è semplicemente troppo piccolo.
Lo si fa al solo scopo di aumentare la propria visibilità, oltre che per passione, senza la quale nessuno si sbatterebbe così tanto.
Per quanto mi riguarda, i titolari dei diritti possono tranquillamente decidere di monetizzare il mio video e mettersi in tasca tutto quello che se ne ricava (ben poco, in realtà). Ma alla luce di quanto ho spiegato, impedirne la pubblicazione è una cosa completamente senza senso, che non apporta alcun beneficio ai proprietari dei diritti, vanifica tanti giorni di lavoro e sottrate una risorsa preziosa agli utenti che apprezzano le mie video lezioni.
Ora dobbiamo aspettare 30 giorni per sapere cosa succederà.
Vi tengo aggiornati.
Spiace davvero tanto prendere atto di questa assurda nebulosità; non saprei cosa altro aggiungere, se non che come da osservatori ed appasssionati come me ha i tutto l’appoggio morale possibile e che se c’è un modo per sostenerti facci sapere….
Un’alternativa insoma, che sia una diretta su Twicht per es…., non so
Ciao monya,
l’appoggio morale sostiene tantissimo e ti ringrazio davvero. Comunque una soluzione la troveremo.
Per ora aspettiamo e vediamo che succede.
Solidarietà totale, caro Luca
Sono delle associazioni a delinquere questi social ammeriggani, prima ne usciamo meglio è.
Ti consiglio di iniziare a metterlo su Peertube, mentre aspetti, che fa parte del Fediverso, come Mastodon, Friendica e tutte le alternative social libere, nate proprio per sganciarsi dagli oligarchi amichetti di trump.
E noi ti seguiremo anche li, stanne certo.
ciao
Ciao Paolo,
Grazie per il sostegno!
Mi sto informando da un po’ sul Fediverso. E sei già la seconda persona in due giorni che me ne parla.
Qualcosa si muove, là fuori!
io da qualche anno frequento il Fediverso, si tratta di un ambiente assai meno tossico dei social dei Broligarchi. vero che almomento non ci sono milioni di persone, ma neanche milioni di troll…
Sono iniziative che hanno tutta la mia simpatia. Ma ci sono alcuni aspetti che mi frenano.
Mastodon, per esempio, utilizza il meccanismo di scrolling infinito. Il problema dei social non è solo l’uso che se ne fa, ma la loro struttura: se resto incantato per un’ora a scrollare lo schermo, ho comunque un problema di qualità della vita, anche se quello che vedo non né stato filtrato da un algoritmo che mi rinchiude in una bolla.
Il problema di YouTube con il copyright è che non è mai stato in grado di trovare una soluzione che tuteli i creator restando nella legalità, con regole chiare. Ad oggi non è ancora in grado di dire: questo lo puoi fare e quest’altro no. Però ha un accordo con le major (per quanto nebuloso) e io so che se il video viene accettato nessuno mi chiederà conto di averlo pubblicato.
Al di là dei numeri infinitamente più piccoli, caricare un video tutorial di un brano coperto da copyright su PeerTube (ammesso che si possa fare, probabilmente no) significa muoversi al di fuori della legalità. Perché chiaramente le major non fanno accordi col Fediverso.
Le rivoluzioni possono iniziare anche infrangendo leggi sbagliate, ma la cosa si porta dietro dei rischi.
Non sto dicendo che il Fediverso non funzioni o sia un’iniziativa sbagliata. Se volessi stare su un social, sicuramente andrei su Mastodon.
Mi dispiace tantissimo Luca, ti seguo già da parecchio tempo, e francamente non vedo questa ristrettezza da parte di you tube mi sembra un’ assurdità, ti auguro di risolvere questa assurda situazione e ti aspettiamo sempre con tanta voglia di ascoltarti e di poter suonare con passione.
Buon lavoro.
Grazie per pls osteggino, Vito!