
Primavera Silenziosa di Rachel Carson è un testo che ha cambiato le nostre vite come pochi altri, fondando le basi dell’ambientalismo. È al tempo stesso un libro di divulgazione scientifica e di denuncia, ma anche di ricerca, perché mette insieme una serie di dati e avvenimenti in modo coerente e sistematico.
Questa qui sopra è la mia edizione Universale Economica Feltrinelli, con traduzione di Carlo Alberto Gastecchi, che contiene un’introduzione scritta nel ’94 da Al Gore. Purtroppo la qualità lascia davvero a desiderare, sembra che le pagine siano state stampate con lastre vecchie e consumate e il sospetto è che siano state usate sempre le stesse dagli anni ’60. Tant’è vero che l’introduzione di Al Gore (che è stata inserita per la prima volta nell’edizione del 1999) risulta molto più nitida, invece il testo di Rachel Carson appare tutto spalmato, come fosse in grassetto, e non è raro trovare parole a cui mancano pezzi; la lettura risulta davvero fastidiosa. Sinceramente indecoroso, ma questo passa il convento.
Comunque, Primavera Silenziosa fu pubblicato per la prima volta negli Stati Uniti nel 1962 e già l’anno successivo Feltrinelli ne metteva sul mercato la traduzione italiana, segno evidente che c’era grande interesse intorno a questo libro. Perché denunciava a chiare lettere, con prove inconfutabili, che l’uso indiscriminato che si faceva a quel tempo di DDT e altri fitofarmaci stava causando danni gravissimi all’ambiente e alla salute delle persone.
Nel 1958 un’amica di Rachel Carson (Olga Owens Huckins) scrisse una lettera a un giornale in cui denunciava la morte degli uccelli nella sua proprietà nel Massachusetts, a seguito di una irrorazione di DDT per sterminare le zanzare. Carson era sì una scienziata, ma era una biologa marina, non una chimica né un’entomologa, eppure si gettò anima e corpo nello studio delle formule degli insetticidi e della casistica sul loro utilizzo, analizzando ricerche scinetifiche, articoli di giornale, testi di studiosi della materia, ma anche intervistando direttamente specialisti che conosceva o che poteva raggiungere grazie al suo lavoro e alle sue conoscenze. Lo studio, la raccolta di materiale e la stesura del libro la impegnarono per quattro anni.
Quando fu dato alle stampe, Primavera Silenziosa divenne subito un caso editoriale. La paura e lo scetticismo nei confronti dei disinfestanti erano sempre più sentiti nella popolazione e Rachel Carson aveva collezionato una serie di testimonianze e argomentazioni molto solide. Ciononostante, venne ovviamente attaccata: si diceva che intendeva riportare la civiltà indietro di secoli, ci fu una campagna diffamatoria incentrata sul fatto che era una donna senza figli e la si accusò di essere comunista (che negli USA significava essere il diavolo). Rachel Carson si aspettava tutto questo, ma lo affrontò. Sapeva di avere ragione anche perché, prima della pubblicazione, il testo era stato ricontrollato da alcuni scienziati ed era obiettivamente inoppugnabile.
A quel tempo DDT, parathion, metossicloro, malathion e altri insetticidi venivano irrorati su intere regioni senz alcun tipo di profilassi, né per la fauna selvatica, né per gli animali da allevamento, né per gli esseri umani. A volte li si usava per estirpare insetti la cui pericolosità era perfino dubbia. Secondo le aziende produttrici e gli enti governativi queste irrorazioni erano del tutto innoque, eppure diverse ricerche scientifiche avevano dimostrato che non era così. In Primavera Silenziosa scopriamo che si conoscevano da tempo gli effetti nocivi sul sitema nervoso di entrambe le più importanti classi di insetticidi (fosfati organici e idrocarburi clorurati) anche a dosi modeste: confusione mentale, irritabilità, forti dolori articolari. Sintomi che potevano durare molto a lungo e ripresentarsi anche a distanza di tempo dall’esposizione ai tossici. Il problema poi era aggravato dal fatto che l’uso indiscriminato di queste sostanze esponeva le persone a pericolosi incroci di veleni che davano vita a nuove sostanze, anch’esse pericolose.
A dosi elevate, invece, era evidente la loro cancerogenicità. Carson riporta diversi casi di semplici cittadini troppo zelanti nello scacciare di casa formiche, ragni o scarafaggi con dosi eccessive di DDT, lindano, esacloruro di benzene; o di semplici operai agricoli costretti a lavorarci a contatto: tutte queste persone furono colpite da leucemie fulminanti.
E poi c’era il problema dell’accumulo: questi firofarmaci non vengono smaltiti facilmente, ma si accumulano nel grasso corporeo.
Primavera Silenziosa ci spiega che gli insetti avvelenati sono predati da organismi più grandi, che a loro volta sono cibo di altri animali, i quali arrivano ad ammassare nei loro corpi quantità inimmaginabili di veleno, con danni incalcolabili per l’ambiente. E questi stessi accumuli si possono verificare negli animali da allevamento, così ecco che si trovavano tracce di DDT nella carne, nel latte, nelle uova.
Viceversa, l’uso di tossici per sterminare gli insetti è spesso inutile. Gli insetti hanno un ciclo vitale molto più veloce del nostro, possono produrre molte nuove generazioni nel giro di pochi mesi, durante i quali la selezione naturale permette ai pochi individui resistenti alle sostanze tossiche di moltiplicarsi e sostiuirsi a quelli sterminati. Cosa che non possono fare gli organismi superiori, umani compresi, ai quali occorrerebbero cicli temporali molto più lunghi.
***Piccolo inciso***
La storia del DDT per noi ha un’importanza notevole, perché le prime irrorazioni furono fatte proprio in Italia negli anni ’40 dagli Alleati, a Napoli (per eradicare il Tifo), a Ostia, nella Pianura Pontina e soprattutto in Sardegna. All’epoca nella regione c’era una grave emergenza di malaria. Alla fine della guerra, gli Americani avevano bisogno di installare le loro basi militari e, non volendo esporre i loro soldati al rischio di contrarre la malaria, procedettero con massicce irrorazioni di DDT per sterminare la zanzara portatrice del morbo. In realtà, gli insetti divennero rapidamente resistenti e il DDT fu presto affiancato da altre sostanze tossiche, come il clordano. Secondo molti osservatori, l’eradicazione della malaria in Sardegna ebbe sì un contributo dall’uso massiccio degli insetticidi, ma fu dovuta soprattutto al miglioramento delle condizioni ambientali e sociali, tant’è vero che la zanzara non è mai scomparsa dall’isola.
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Tornando a Primavera Silenziosa di Rachel Carson, la pubblicazione del libro diede vita a un intenso dibatitto che portò, dieci anni dopo, alla messa al dando del DDT negli USA e, di lì a poco, in molte altre parti del mondo. Come auspicato dalla stessa Carson nel suo libro, oggi il DDT viene utilizzato solo in contesti molto specifici e con attenzione ai possibili effetti tossici, solitamente in paesi poveri dove la pericolosità della malaria è tale da giustificare un intervento drastico; e comunque sempre come coadiuvante a interventi di bonifica, assistenza sanitaria e educazione all’igiene.
Mentre scriveva e dava alle stampe questo libro epocale, Rachel Carson stava combattendo contro il cancro al seno. Questa donna incredibile si è spesa in una lotta contro il tempo per lasciare il suo contributo al mondo e alle generazioni future. Morì appena due anni dopo, nel 1964, e non ha potuto vedere che la sua battaglia infine è stata vinta. Nel 1973 è stata inserita nella National Women’s Hall of Fame e nel 1980 le è stata conferita la Presidential Medal of Freedom, la più alta onorificienza civile negli USA.
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