
In Patagonia di Bruce Chatwin è forse il più famoso libro di viaggi mai pubblicato. Un testo strano, che mescola generi letterari diversi, con uno stile asciutto, elegante e sobrio ma nel quale non è possibile distinguere il confine tra scrittura documentaria e invenzione. Chatwin era uno scrittore di viaggi che però definiva se stesso «storyteller».
Era stato assunto come giornalista dal Sunday Time Magazine nel 1972 e questo gli aveva dato la possibilità di girare il mondo e conoscere e intervistare persone famose come lo scrittore e politico francese André Malraux e Indira Gandhi. Tuttavia, nel 1974 lasciò il suo impiego per fare un viaggio, che sognava fin da ragazzo, nella Patagonia.
La Patagonia è la regione all’estremo sud dell’America Meriodionale, compresa tra Argentina e Cile; è una terra di ampie steppe e vasti altipiani, ma che comprende anche ghiacciai, vulcani e montagne tra i 3000 e i 4000 metri di altitudine. Da questo viaggio, Chatwin prese spunto per il suo primo libro, che fu pubblicato nel 1977 ed ebbbe un enorme successo, al punto da diventare un riferimento imprescindibile per la moderna letteratura di viaggio.
Il racconto prende l’avvio da un pezzo di pelle che si trovava appeso nella casa dei nonni, un reperto archeologico che Bruce, crescendo, scopre essere di un milodonte, un animale preistorico (bradipo terricolo di Darwin) estinto diecimila anni fa. Il pezzo di pelle era stato spedito a sua nonna da un cugino, un ex marinaio che si era trasferito a vivere appunto in Patagonia. Nell’immaginazione del ragazzo, la Patagonia era diventata una favolosa terra di creature mitiche e grandi avvenure.
Il viaggio di Chatwin deve essere stato rocambolesco, si faceva ospitare da gente appena conosciuta, a volte dormiva all’addiaccio. Ma l’aspetto più curioso del libro è che di tutto questo abbiamo solo un sentore, l’autore ne scrive poco o niente, così come scrive poco dei maestosi paesaggi naturali che deve aver visitato. Perché quello che gli interessa davvero sono le persone.
In Patagonia di Bruce Chatwin è un caleidoscopio di storie, biografie di immigrati, avventurieri, fuorilegge, marinai, tutta gente che ha cercato un’opportunità o una seconda vita o un rifugio nella «terra dei giganti». Quello di Chatwin è un viaggio alla scoperta di viaggiatori, migranti, esseri umani inquieti che provano a mettere radici in una terra che non sentono mai del tutto loro. Verso la fine del libro, una lunga parte è dedicata alla picaresca biografia di Charles Millward, il cugino della nonna che aveva trovato la pelle di milodonte.
In Patagonia è un testo ibrido, mescola storia, racconto di viaggio, resoconto giornalistico e, probabilmente, anche una piccola dose di finzione (ha davvero trovato anche lui un pezzo di pelle preistorica, nella Cueva del Milodón, la caverna dei milodonti?).
In Patagonia è un libro imperdibile per chi ama le storie d’avventura e di viaggio.
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