Qui il mio Tutorial di Johnny B. Goode completo per chitarra, con video, pdf stampabile, file gp e una spiegazione nota per nota dell’intro.
Oltre al video, metto a disposizione lo spartito integrale con l’intavolatura, in formato pdf stampabile e gp.
Si trova tutto qui ☞Tutorial di Chitarra Rock
Johnny B. Goode è probabilmente il brano più famoso di Chuck Berry. Racconta la storia inventata (ma simile a quella di molti bluesman delle origini) di un ragazzo semianalfabeta che vive in una baracca di legno e fango in una foresta della Lousiana. Questo ragazzo sa suonare molto bene la chitarra e ha l’abitudine di andare a strimpellare sotto un albero vicino alla ferrovia, dove suona al ritmo dei treni che passano. Abbiamo parlato dell’importanza nel blues arcaico del treno e delle ferrovie, che rappresentavano il desiderio di fuga (dalla miseria, dalla galera, da un amore finito). In questo caso assume una sfumatura particolare: la fuga è anche verso la modernità.
Negli annni ’50 Chuck Berry si era fatto promotore di un nuovo sound, quello del rock ‘n roll, che mescolava il fraseggio e le scale musicali tipici del blues con melodie e ritmi di ispirazione country (pur essendo nero, aveva suonato molta musica country). Imbracciava una chitarra elettrica, le cui sonorità, le forme sinuose e le verniciature brillanti erano manifestazioni della modernità quanto le automobili, i televisori e le aspirapolveri. E scrisse una canzone in cui un ragazzo povero e nero del sud cercava il riscatto sociale nel futuro. Non può essere un caso che ad ammirare il ragazzo che strimpella a ritmo della ferrovia ci sia un ingegnere, cioè uno che produce modernità per lavoro.
Nella terza strofa, la mamma di Johnny B. Goode pronuncia una profezia: sarai il leader di una grande band, la gente farà miglia per venire ad ascoltarti e il tuo nome sarà scritto a caratteri luminosi: «Stasera Johnny B. Goode»; che però in inglese suona come «Johnny fa’ il bravo stasera». Nel gioco di parole del nome, si mescolano profezia e raccomandazione materna.
Il mio tutorial di Johnny B. Goode
La mia serie dedicata allo studio di brani rock è strutturata su questo format: eseguo il brano in presa diretta, con l’intavolatura che scorre in sovrimpressione, ma può anche essere scaricata; poi ci facciamo una chiacchierata per spiegare un po’ di cose sul pezzo e infine andiamo ad approfondire una parte che merita particolre attenzione. In questo caso, l’approfondimento lo facciamo sull’assolo introduttivo.
Oltre a essere un brano fondante per la chitarra rock ‘n roll, Johnny B. Goode è poi diventato doppiamente iconico, nella storia della cultura pop. Il perché è noto a tutti: il personaggio di Marty McFly lo esegue in Ritono al Futuro, primo film della saga di Robert Zemeckis.
In quel film il brano assume un ruolo antirazzista.
Johnnny B. Goode e Ritorno al Futuro

Marty McFly è un ragazzo degli anni ’80 che viaggia indietro nel tempo fino al 1955. Anche se il fatto non viene mai menzionato, il 1955 fu un anno storico per gli USA, perché fu pronunciata la celebre sentenza Brown contro l’ufficio scolastico di Topeka, in cui veniva stabilita l’incostituzionalità della segregazione raziale. Alla sentenza era seguito un lungo periodo di turbolenza politica.
Nel film il protagonista fa un viaggio nel tempo tornando al 1955, dove incontra, fra gli altri, il ragazzo nero che diventerà sindaco della sua città: questo fa lo sguattero in una caffetteria e quando dichiara che un giorno diventerà sindaco, il suo padrone datore di lavoro commennta: «che assurdità, un sindaco nero!».
Poi Marty McFly conosce la band di musicisti neri che suona al ballo scolastico e che gli scagnozzi dell’antagonista chiamano «musi neri». Siccome il chitarrista è impossibilitato a esibirsi perché si è ferito una mano, il protagonista (che nella sua epoca è un giovane appassionato di heavy metal) si vede costretto a sostituirlo. Dunque, i cattivi sono razzisti, mentre il ragaszzo del futuro non ha problemi a esibirsi in una band di neri, di fronte a una platea di coetanei bianchi. Marty propone di suonare Johnny B. Goode (che uscirà solo nel 1958), un brano scritto da un musicsta nero e che racconta la storia di un ragazzo nero.
Ritorno al Futuro uscì nel 1985, nel trentennale della fine della segregazione. Negli anni ’80 in America la tensione raziale era molto forte. Tra il 1984 e il 1989 ci fu un aumento del 33% di denuncie di cittadini contro la brutalità della polizia, che investiva soprattutto la popolazione nera. E quasi a sigillo del decennio (nel 1992) scoppiò la celebre rivolta di Los Angeles.
Il contenuto antirazzista di Ritorno al Futuro è innegabile.
Una curiosità: guardando attentamente le mani di Michael J. Fox, si può notare che diteggia davvero le note sulla chitarra: la parte che si sente nel film non è quella suonata da lui (l’ha eseguita un professionista di nome Tim May), ma il ragazzo suonò realmente la canzone durante le riprese, perché all’epoca studiava chitarra con un insegnante, al quale aveva chiesto espressamente di insegnargli il pezzo.
Infine, i due personaggi, quello della canzone e quello del film, sembrano muoversi in modo speculare attraverso il tempo. Entrambi sono alla ricerca di un riscatto, ma mentre Johnny B. Goode lo trova nel futuro (la modernità, la profezia materna), Marty McFly lo trova nel passato (il viaggio nel tempo, la storia dei suoi genitori, la vecchia canzone di Chuck Berry). Si incontrano sul palco di un ballo studentesco, il passato e il futuro si fondono e un ragazzo nero e uno bianco trovano la loro riscossa.
Perché studiare Johnny B. Goode
Se si vuole comprendere il linguaggio della chitarra rock, il vecchio successo di Chuck Berry si presta benissimo, perché contiene molti di quelli che diventeranno veri e prorpi stereotipi del chitarrismo rock dei decenni a venire ed è anche una discreta palestra per l’apprendimento della tecnica di plettro, degl stoppati, dei double stop e degli accenti contrametrici.
Spero che il mio tutorial di Johnny B. Goode possa esservi utile e che risulti abbastanza chiaro.
Buono studio.
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