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Prima Puntata☜
Un lampo accese la finestra e per un istante la sagoma nera dello Spettro fu visibile fuori sul selciato. Il sole stava calando dietro il Colle Umbro.
Mino ne aveva guardati di tramonti dalla finestra della sua camera, vedendo la collina fitta di alberi annerirsi lentamente, fino a divenire un tutt’uno col nero della notte. Al tempo della sua infanzia il Colle Umbro era un intrico di vegetazione nodosa, di spine di rosa canina e agrifoglio, di tronchi avvinghiati da edere spesse come serpenti mostruosi, di rami di faggi e cerri che nelle ventose giornate invernali strusciavano gli uni contro gli altri cigolando sinistramente. Un luogo che le ore notturne rendevano ancor più tetro col bubolare dei gufi. Mino e i suoi amici vi si avventuravano in certi pomeriggi, scoprendo percorsi e raccontandosi raccapriccianti leggende di viandanti scomparsi e spiriti di fanciulle assassinate. Conoscevano bene tutto il fianco orientale e a certi alberi avevano dato un nome; come il Gobbo, un faggio grosso e così ritorto da sembrare un enorme uomo dalla schiena curva. Era un posto sinistro, il Colle Umbro, e per questo intrigante.
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Bello questo finale che abbiamo tanto atteso e pieno di colpi di scena!
Il protagonista ha il suo meritato happy end.
Molto fluido lo scorrere della scrittura e particolare l’alternarsi di fatti e ambienti strettamente realistici con l’improvviso ritorno di un mondo magico e fatato
Aspettiamo il nuovo racconto
Grazie!
Leggo sempre volentieri le tue storie, un’efficace e omogenea miscela di tradizione e originalità, che hanno l’atmosfera magica e il sapore antico del racconto del nonno ai nipotini che ascoltano a bocca aperta nelle sere d’inverno davanti a un focolare acceso.
Continua così.
Che belle parole, Stefano, ti ringrazio di cuore!
Bello. Una storia senza tempo. Una specie di magia che ti prende forse per opera di qualche folletto fuggito dal racconto. L’ho letto tutto in due pomeriggi, senza potermi staccare, estraniandomi dalla realtà,dimenticandomi di tutto. E questo può succedere solo se chi ha scritto ha un magico talento. BRAVO
Grazie infinite.