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Musica irlandese: The Butterfly
Un’altro classico della musica irlandese: si chiama The Butterfly ed è una silp jig, cioè un tipo di musica da ballo tipica della tradizione celtica irlandese.
The butterfly è nota anche con molti altri nomi (Barney’s Goat, The Bug, Eitil Im, Fiona, Im Ag Eitilt e vari altri). Il più strano è di certo Kick the peeler, che però non significa Prendi a calci il pelapatate: “peeler” è un termine gergale per dire poliziotto.
La melodia è divisa in 3 parti. Pare che la prima sia stata composta da tale Tommy Potts, un violinista morto nel 1988, ispirato dal volo di una farfalla nel suo giardino. La seconda e la terza parte, invece, sarebbero più antiche e infatti sono presenti quasi identiche in una celebre raccolta di musica irlandese redatta nel 1883, la Ryan’s Mammoth Collection. Tipica dimostrazione di come la cultura tradizionale si trasforma attraverso le generazioni: oggi questo brano è uno dei più famosi pezzi di musica celtica.
Musica irlandese per chitarra fingerpicking
The Butterfly è stata arrangiata più volte per chitarra. In effetti è un classico per gli appassionati di chitarra celtica e fingerpicking in genere.
In questo mio arrangiamento ho ripreso le prime battute dalla diteggiatura inventata da Tom Long, ma ho comunque modificato il basso; la seconda e la terza parte sono invece completamente farina del mio sacco.
Per gli Abbonati, metto a disposizione gratis in formato Pdf la tablatura per chitarra.
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Come creare gli accordi, capirli e rivoltarli
Scopriamo come creare gli accordi e come riconoscerli quando li incontriamo, analizzandone la struttura si base, con l’aiuto della consueta infografica.
La costruzione degli accordi è la base della musica come la conosciamo noi occidentali dell’era moderna. Per questo, capire come si genera un accordo è una vera e propria nozione basilare.
Piano piano, col passare degli anni, un articolo dopo l’altro, sto costruendo un piccolo archivio di lezioni.
La folle idea che mi sono messo in testa è di poter fornire a chiunque la possibilità di imparare a suonare la Chitarra partendo da zero, per arrivare gradualmente a nozioni e tecniche sempre più avanzate.
Ho iniziato questo ciclo di lezioni di Chitarra spiegando come memorizzare le posizioni dei più comuni Accordi per Chitarra.
Ho persino messo online, completamente gratis, un intero ciclo di video lezioni che si chiama Corso di Chitarra per Principianti.
Poi siamo passati ad analizzare la Scala Pentatonica e le altre principali scale per Chitarra.
Ora siamo al punto di capire come sono strutturati gli accordi.
Ora cominciamo a fare sul serio.
Materiale aggiuntivo
Per tutti gli Iscritti è disponibile anche l’Infografica di questa Lezione in formato Pdf Stampabile
Per i Finanziatori c’è anche la Video Lezione col Testo in Pdf.
Sta tutto qui →Risorse Aggiuntive
Se non sei trai Finanziatori, ma vuoi avere la Versione Completa di questa Lezione (Video + Pdf), puoi acquistarla qui →Lezione Completa.Ma veniamo a noi.
Cosa troverai in questo articolo
Vedremo:
1 – Come si costruisce un accordo a partire da qualsiasi nota in qualsiasi tonalità.
2 – Cos’è una Triade
3 – Che cosa sono gli accordi a Quattro voci
4 – Come si crea un Rivolto
5 – L’importanza dell’intervallo di Terza nella nascita della musica moderna.
Negli ultimi articoli abbiamo imparato cosa sono gli intervalli musicali e come riconoscere gli intervalli sulla chitarra.
Se non hai le idee chiare su cos’è un intervallo musicale, ti consiglio caldamente di procedere con ordine e leggere prima questo articolo.
Se invece sai di cosa parliamo, allora andiamo avanti.
Abbiamo tutti gli ingredienti per costruire un accordo, vediamo la ricetta. [Leggi di più…]
Live all’Arciarcobaleno: Report
Venerdì e sabato li passo al lavoro, non ho il tempo di fare prove. In più giovedì, sempre al lavoro, mi sono spezzato l’unghia del dito medio. Per un chitarrista fingerstyle, rompersi un’unghia è come avere un dito in meno. Quando mi succede, in genere me ne frego, aspetto che ricresca e intanto mi esercito a suonare coi polpastrelli nudi, che fare esperienze diverse fa sempre bene. Ma due giorni prima di un concerto è una catastrofe. Ho letto in giro che certi chitarristi usano una tecnica di rincollaggio con l’Attak, ma io non ho tempo di provare cose strane, così tento un’altra strada: sotto casa mia c’è una di queste botteghe di nail art, sapete quei posti dove vanno certe donne a farsi fare le unghie coi disegnini? No, non ridete, c’è poco da fare gli spiritosi.
Giovedì, rientrando a casa dal lavoro, decido di passarci. Immaginatevi le facce: insomma non è un posto dove entrano tutti i giorni uomini barbuti. Spiego la situazione. Tra i ridacchamenti delle altre donne presenti, la tipa prende un attrezzo per tagliare e una lima lunga come una raspa da falegname, mi prende la mano e in meno di due secondi taglia e lima tutto. Non ho il tempo di dire: aspett… Dice che ormai l’unghia era andata, non si poteva fare altro. Le spiego che così mi è del tutto impossibile suonare alcunché e lei mi propone una ricostruzione col gel. Dico ok, proviamo qualsiasi cosa. Mi dà appuntamento di lì a due ore.
Torno a casa, mangio un boccone, vado a prendere mia figlia a scuola e poi torno al nail art. Sto lì seduto con questa ragazza che mi impiastriccia l’unghia e mia figlia di due anni e mezzo in piedi accanto a me che mi dice:
«Che fai Papà?»
Eh, che faccio. [Leggi di più…]
Mi ricordi De André
Ieri sera ho suonato all’Enoteca Letteraria, serata organizzata dall’IPLAC e dedicata al binomio Musica e Poesia. Ci siamo esibiti in quattro musicisti e circa una dozzina di poeti; a suonare con me c’erano il cantautore Luigi Farinaccio, la pianista Nadia Perella e il giovane pianista e compositore Valerio Angelucci. C’era la sala piena, come in tutti gli eventi organizzati dall’IPLAC e diretti dalla vulcanica Maria Rizzi. È stata come sempre una bella serata, culminata con la cena e l’ottimo vino di Tonino Puccica.
Dopo le esibizioni, durante l’aperitivo prima e intorno al tavolo poi, si è parlato di musica e delle nostre esibizioni. Ed è spuntata la frase che mi sento dire quasi ogni volta che mi esibisco: «Mi ricordi De André».
Di solito mi viene detto senza malizia e incasso il paragone come lusinghiero.
Allora, visto che proprio oggi cade l’anniversario della morte del Faber, mi va di fare qualche precisazione.
Fabrizio De André è stato il più grande esponente della canzone italiana. Ha portato il genere a un livello differente, ha influenzato e continua a influenzare il modo di pensare di milioni di italiani, ha saputo circondarsi di collaboratori geniali, facendo in modo che creassero per lui e insieme a lui capolavori ineguagliabili, che da soli non avrebbero mai potuto. È stato al tempo stesso l’incarnazione dell’artista maledetto eppure un lavoratore meticoloso, scrupoloso, attento a ogni più piccolo dettaglio.
C’è, è vero, una cosa che ho imparato da Faber: che scrivere una bella canzone non è uno scherzo. Nelle sue canzoni non c’è mai una parola fuori posto, mai un verso che dici vabbè, questo l’ha buttato lì. E in giro ci sono un sacco di canzoni che le senti e dici vabbè, questo verso l’ha buttato lì. C’è gente che va in heavy rotation in tutte le radio nazionali con canzoni che dici vabbè, questa l’ha buttata lì tutta, dall’inizio alla fine.
De André mi ha fatto diventare paranoico. Ci sono canzoni che per finirle ci ho messo anni. C’è sempre una parolina, una rima del cazzo che non mi va giù. E la cosa sta peggiorando. Ogni volta che rileggo quello che sto scrivendo, penso: non mi posso accontentare, Fabrizio De André non si sarebbe accontentato. [Leggi di più…]
Prossimi concerti
Domani, domenica 10 gennaio, suono all’Enoteca Letteraria. Farò 3 brani, nell’ambito di una rassegna organizzata dell’IPLAC dedicata a “Musica a Poesia”. Si comincia alle 18;00.
Sabato 16 gennaio, invece, suonerò all’Arciarcobaleno, alla Garbatella. Questo sarà un vero concerto, di almeno un’ora. C’è un biglietto di ingresso. Per venire incontro alle esigenze della sempre più scannata classe lavoratrice, di cui io stesso faccio parte, ho deciso di autoridurmi il compenso: il biglietto di entrata costerà €3,00 (di solito costa €7,00). Perciò venite. Cominciamo verso le 21;00.
Ricatti del mercato 4
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Musica irlandese: Banish misfortune
Tra le tante tradizioni folcloriche che mi affascinano, la musica irlandese è una di quelle che hanno su di me l’impatto emotivo più profondo. Siamo in tanti, lo so. Ma io sono uno di quelli che coltivano il sogno segreto di trasferirsi un giorno nella verde campagna d’Irlanda.
Ci sono molti motivi per cui la musica irlandese rappresenta uno dei repertori folk meglio conservati d’Europa, non da ultimo ragioni storico-politiche legate all’orgoglio nazionale, in contrapposizione alla cultura pop britannica.
Banish misfortune (letteralmente Bando alla sfortuna) è senza dubbio una delle melodie più famose. Si tratta di una giga (in inglese jig), anzi, per la precisione è una double jig. Per semplificare diciamo che il ritmo base di una giga doppia è un modulo che suona tipo tàrata tàrata.
Della giga esistono molte varianti in vari paesi europei, compresa l’Italia (Emilia Romagna e Quattro province). Quella irlandese è un ballo di gruppo e si balla in otto persone.
Musica irlandese per chitarra fingerpicking
Quello della chitarra celtica è un genere nato sull’onda del folk revival iniziato alla fine degli anni ’50. In quel periodo, i chitarristi acustici del Regno Unito cominciarono ad adattare ai repertori tradizionali dei loro nonni le tecniche che avevano imparato dai bluesmen americani. Il pioniere fu Davy Graham, che per primo iniziò ad esplorare i brani tradizionali della musica celtica attraverso il fingerpicking. Graham, tra l’altro, è l’inventore di un particolare modo di accordare la chitarra, la DADGAD. L’accordatura DADGAD è diventata la più usata tra i chitarristi celtici.
Oggi la chitarra entra spesso nei complessi di musica irlandese, ma solo per l’accompagnamento e solo in strumming (cioè con le pennate). La chitarra fingerpicking è rimasta una cosa sostanzialmente estranea al folk irlandese, anche se vari chitarristi ne hanno mostrato le potenzialità, come Pierre Bensusan, Martin Simpson o Tony McManus, per citare i più famosi.
In questo video presento il mio arrangiamento per chitarra fingerstyle di Banish misfortune.
È un brano che è stato adattato molte volte per il fingerpicking, la prima addirittura dallo stesso Graham. Un’altra versione famosa (e molto bella) è quella di Tom Long, di cui si trovano valanghe di cover su Youtube.
Anche la mia versione in effetti riprende parte della diteggiatura di Tom Long (però solo nella parte iniziale). Ma ho puntato più a restituire il senso della musica da ballo, che poi è quello che cerco di fare in quasi tutti i miei arrangiamenti per chitarra. Per questo ho usato la tecnica del basso alternato (in effetti ho la mania del basso alternato).
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Intervista su “Fatti i fatti tuoi”
È uscita un intervista al sottoscritto sul blog di Alessandra Rinaldi, Fatti i fatti tuoi. È preceduta da una breve recensione in cui mi si fa più di un complimento.
Si legge qui: Intervista a Luca Ricatti.
Recensione su Blogfoolk
È uscita una recensione di Fumo al vento sul noto blog di musica folk Blogfoolk. La potete leggere qui: http://www.blogfoolk.com/2015/10/storie-di-cantautori-marco-rovelli_22.html.