Da cosa è tratto Stranger Things? Da una storia vera? Da teorie del complotto? È scopiazzato da vecchi film? È un collage di citazioni?
La scrittura della celebre serie prodotta da Netfilx è un insieme di fonti di ispirazione molto diverse tra loro, ma tutte rintracciabili perché piuttosto evidenti, perché dichiarate dagli stessi autori o perché mostrate all’interno della stessa serie.
Parti della trama derivano da fatti realmente accaduti e deformati dalla fantasia popolare. Altre sono prese in prestito da leggende metropolitane. Altre ancora da film, romanzi e fumetti di successo degli anni ’80 (ma non solo), che a volte sono anche mostrati sullo schermo in forma di locandine, copertine di libri, giocattoli o immagini iconiche.
Apparentemente è un colorato minestrone di citazioni, tenute insieme da massicce dosi di suspence e cliffhanger che incollano gli spettatori allo schermo, puntata dopo puntata. Ma è anche un congegno che sfrutta meccanismi dall’efficacia certa, progettato per una piattaforma di intrattenimento di massa che vuole ridurre al minimo i rischi pur tenendo alto lo stupore del pubblico.
Prima di proseguire
Questo articolo è il seguito di un altro, scritto alcuni fa, dal titolo Stranger Things è femminista?. Consiglio di partire da lì. Ad ogni modo, in quel primo pezzo avevo già mostrato alcune delle fonti di ispirazione più evidenti di Stranger Things: Carrie, It, E.T., i Goonies. In realtà c’è molto altro.
Nel primo articolo ci siamo concentrati sui personaggi e soprattutto sul modo in cui interagiscono tra loro. Questa volta ci soffermiamo sulla scrittura della trama.
Nella costruzione dei personaggi e delle loro relazioni abbiamo riconosciuto un lavoro di recupero di tematiche nate negli anni ’80 e amplificate fino a inglobare le più avanzate teorie femministe.
Purtroppo la trama, al contrario, non ha nulla di così avventuroso: sembra essere tutta strutturata attorno a nuclei di altre narrazioni. Che non sono ricontestualizzati per dar vita a punti di vista originali.
Chiedersi da cosa è tratto Stranger Things è anche un modo per parlare di come è stato scritto. E potrebbe essere utile a farci capire in che direzione si sta muovendo l’industria dell’intrattenimento.













































Recentemente a un incontro pubblico (in cui di pubblico ce n’era ben poco, a giudicare dalle immagini), dal titolo Quale futuro senza la Storia è intervenuto il Ministro dell’Istruzione Lorenzo Fioramonti.
Mia figlia ha cinque anni, non sa ancora leggere e io e sua madre, come fanno molti genitori, le raccontiamo delle storie.